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Storia Magnifica

Tutto succedeva nel lontano 2013.

Era praticamente ottobre quando fu alzata la saracinesca di Magnifica e per la proprietà non era esattamente una prima apertura.

15 anni prima, infatti, Maurizio Valentini aprì nel quartiere Appio Latino la sua prima pizzeria, ne seguiranno altre 10 in vari quartieri romani, tutte dedicate alla pizza d’asporto cotte nel forno a legna da mangiare comodamente a casa.
Le numerose richieste della clientela sulla consumazione in loco non furono vane e, così, nel 2013 Maurizio decise di coronare un nuovo progetto: Magnifica.

Un nome dirompente perché frutti di molti anni di esperienza nel settore e di continue ricerche per mettere a punto una pizza che restasse pur sempre un disco di pasta lievitata ma fatto a regola d’arte e con ingredienti di prima qualità.

Come materia prima solo prodotti certificati IGP, DOP e ricercati Presìdi Slow Food selezionati personalmente da Maurizio che nel tempo ha consolidato solidi rapporti di fiducia con i fornitori.

Da una passione per la Puglia, molte delle referenze di Magnifica arrivano dal nostro “tacco”, per la bufala si affida da sempre al caseificio casertano Auriemma e tutta la parte dei salumi è di provenienza emiliano romagnola come culatta di Busseto, la pancetta piacentina, il lardo arrotolato e la mortadella di Bologna.
Tra le nuove collaborazioni quella con Olio Flaminio, frantoio umbro che su Roma è sempre più ricercato e voluto grazie alle sue note particolarmente fruttate e aromatiche.
Magnifica è stata, inoltre, una delle prime pizzeria Roma a dare grande importanza alle birre artigianali collezionando in questi 7 anni più di 40 etichette di vari micro-birrifici in giro per l’Italia.
A giugno 2020 è stato fatto un restyling d’immagine, partendo dal sitoweb fino alle mura del locale dove sono stati applicati dei murales a tema botanical dai ragazzi di Fuori Studio in una sala che oggi può accogliere 21 coperti contro i 65 a pieno regime.
Nulla è lasciato al caso, dal rassicurante forno a vista alle tovagliette-menu monouso, dalla scelta del cartone bio all’adozione di materiali plastic free.